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Marcello Leone nasce a Palermo il 23 maggio 1959, lo stesso giorno (e alla stessa ora) della sorella Virginia: gemella di fatto, di diritto e persino di segno zodiacale.
Fin dai primi vagiti, Marcello mostra un raro talento per il commercio: a scuola trasforma il panino della merenda in una mini-startup alimentare o in un titolo azionario, frazionandolo in più quote da barattare con i compagni in cambio di figurine dei calciatori. Mariolina, sua madre, ignara di finanziare una futura scalata imprenditoriale, era semplicemente orgogliosa dell’appetito del figlio.
Alle superiori affina le sue doti: scrive temi su commissione per i compagni meno dotati, ottenendo ricompense più o meno lecite, quasi sempre più “meno” che “più”.
A ventun anni, abbandona la facoltà di Medicina per dedicarsi alla carriera manageriale. Inizia così una maratona lunga quarantatré anni tra ruoli di prestigio nel settore cosmetico, della profumeria e delle telecomunicazioni, con base operativa tra Milano, Roma e Napoli. Ma Palermo resta sempre nel cuore e nel passaporto.
Nel 1990 sperimenta l’amore “a tempo determinato”: tre mesi tra corteggiamento, fidanzamento, matrimonio e divorzio con Teresa, un’odissea in formato sprint che gli permette di dire con orgoglio: “Io ci ho provato davvero… in tempo record”.
È però nel 1995, con Patrizia, che arriva il regalo più grande: Manfredi, suo unico figlio, il vero capolavoro della sua vita.
Oggi, Marcello divide il suo tempo tra Palermo e San Vito Lo Capo, dove possiede una casetta a duecento metri dal mare: abbastanza vicino da sentire le onde, abbastanza lontano da evitare la sabbia nel letto. Ama la lettura, la musica – soprattutto il blues – e gli oggetti vintage. Colleziona dischi in vinile, simbolo di una vita piena di “solchi”, ma sempre affascinante.
Quando gli si chiede cosa avrebbe voluto fare da grande, risponde che, se non fosse diventato manager, forse avrebbe intrapreso la carriera di chitarrista. Una carriera interrotta sul nascere dalla sorella maggiore, Sara, che gli spaccò la chitarra Eco mentre lui strimpellava come al Festival di Woodstock.
Oggi, Marcello Leone si presenta al pubblico come autore con il suo esordio letterario: “Piccolo manuale di sopravvivenza per leccaculi”. Non è solo un libro, ma un viaggio tra antropologia, psicologia e satira sociale, un’occasione per guardarsi dentro con ironia.
“Non sono nato per scrivere libri… ma nemmeno per far finta di non aver niente da dire”, ama dire. Il libro esplora il fenomeno del leccaculismo, non come una caccia alle streghe, ma come meccanismo sociale invisibile ma potente, alimentato dal bisogno di approvazione e dalla paura di restare soli. Dalla finta amicizia tra colleghi alla genuflessione emotiva in famiglia, ogni episodio invita il lettore a riflettere e, soprattutto, a ridere.
Siate pronti a riconoscere volti, atteggiamenti… e forse anche voi stessi. Se vi sentite presi in causa, tranquilli: questo libro è anche per voi. Benvenuti nel mondo dei leccaculi. Che il viaggio abbia inizio.

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